Global Partnership del G7 contro la diffusione delle armi di distruzione di massa

Global Partnership contro la diffusione delle armi di distruzione di massa
Global Partnership contro la diffusione delle armi di distruzione di massa

Si è conclusa il 24 febbraio la tre giorni della “G7 Global Partnership contro la diffusione delle armi di distruzione di massa”.


Iniziativa multilaterale lanciata nel 2002 al Vertice di Kananaskis in Canada, la Global Partnership è uno degli strumenti di consolidamento della pace e della stabilità internazionale e di rafforzamento della sicurezza dei cittadini.


Nella Dichiarazione con la quale l’iniziativa è stata lanciata, i Leader si sono impegnati ad “impedire che terroristi, o coloro dietro cui essi si celano, acquisiscano o sviluppino armi nucleari, chimiche, radiologiche e biologiche”, oltre che materiali, dotazioni e tecnologie ad esse attinenti, compresi i missili. Tale impegno è corredato da una serie di principi a cui l’azione dei partner deve ispirarsi, che riguardano, tra l’altro, la promozione di trattati e altri strumenti internazionali sulla non-proliferazione, l’adozione di misure nazionali e lo sviluppo della cooperazione internazionale, anche attraverso programmi di assistenza tecnica.


La Global Partnership sviluppa meccanismi di coordinamento tra potenziali donatori su progetti e assistenza tecnica funzionali all’obiettivo di impedire la diffusione di armi di distruzione di massa. Nell’arco dei primi dieci anni, questi interventi si sono concentrati in Russia e nei Paesi dell’ex Unione Sovietica. Successivamente l’attività ha interessato altre regioni, sino a raggiungere una copertura pressoché globale.


All’iniziativa partecipano oggi 30 Paesi e numerose organizzazioni internazionali, governative e non. Sotto il coordinamento della Presidenza di turno del G7, la Global Partnership si struttura in sessioni plenarie e riunioni di cinque sottogruppi di lavoro a livello di esperti.


La Presidenza italiana ha deciso di porre una particolare attenzione alle necessità e correlate attività di assistenza nei confronti dell’Africa. Nel contempo, nel corso del 2017, si approfondirà il tema delle possibili nuove minacce, quali i potenziali usi ostili delle aree di convergenza fra tecnologie chimiche e biologiche.


Alla riunione hanno partecipato oltre 150 esperti provenienti dai Paesi membri del G7, nonché da diversi Paesi d’Europa, America Latina, Asia, Medio Oriente e Africa e organizzazioni internazionali.

24/02/2017